| LUCIA MANCA: SUONI CHE SANNO D'AUTUNNO | ||||
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Esce in questi giorni l'album di esordio di Lucia Manca, giovane cantautrice salentina, pubblicato dall'etichetta milanese Novunque.
Gli esordi sono come i primi sguardi tra due amanti, sono sorpresa. Ci sono dischi che nascono dentro camere dove il sole non arriva. Strano, considerando che Lucia Manca è salentina. E invece questo suo debutto ha il sapore di primizie autunnali, i colori di paesi nordici, il respiro di cieli al crepuscolo e i sussurri dei cuscini all'alba. Lucia ha una voce e un immaginario che non è di questo tempo, è un'artista giovane e antica, cresciuta con le grandi orchestre degli anni ‘60 nella radio e i Beach House nell'ipod. La produzione di Giuliano Dottori dona ai suoi quadretti sonori chiaroscuro e prospettiva. Il risultato è un disco che, ci auguriamo, arriverà "Lontano".
Finalmente esce il tuo disco, a cui lavori da molto, il tuo primo disco. Come vivi questo momento?Sono molto felice, proprio perché è da due anni che ci lavoro... non mi sembra vero... non vedo l'ora di portare in giro il disco attraverso i concerti, e vedere la risposta del pubblico. E' la via più importante per far arrivare la tua musica alla gente, in questo periodo di estrema crisi discografica, soprattutto nel mio caso che ho un disco d'esordio.
Sei un'autrice, ma questo disco è il frutto di collaborazioni, ce ne parli?
La collaborazione di Giuliano Dottori, che ha curato la produzione artistica del disco, mi ha fatto crescere tantissimo dal punto di vista musicale. Ci siamo trovati d'accordo sulla direzione da dare alle mie canzoni, inoltre nel disco c'è un pezzo scritto interamente da lui e un altro che abbiamo scritto insieme.
Nonostante la tua salentinità il disco non sa di sole, ma più di autunno, di crepuscolo. Quali sono i tuoi riferimenti musicali?
Si, è un disco invernale, è costantemente sospeso tra atmosfere trasognate e malinconiche, ma era mia intenzione aggiungerci momenti più leggeri, più vicini dunque alla realtà. La musica che mi ha influenzato negli ultimi anni è il filone neo /folk che comprende Fleet Foxes, Sufjan Stevens, Beirut, Feist ecc... ma anche molte cantautrici nord europee che stanno portando avanti un discorso molto simile. Ovviamente anche i grandi maestri del cantautorato italiano come Tenco, Bindi, Lauzi ecc...
Dopo una serie di esperienze arrivi all'etichetta Novunque. Cosa ti aspetti da questo nuovo percorso?
Stiamo lavorando insieme da pochi mesi, ma posso già ritenermi soddisfatta del modo in cui ci stiamo muovendo, delle scelte che abbiamo preso e dei loro consigli. Tutto questo mi fa ben sperare sul futuro. Mi fido di loro.
Presto sarai in giro per promuovere il disco. Come sarà il tuo live?
Stiamo mettendo su il live in questi giorni. Mi piace essere fedele al disco ma non troppo, dando più risalto agli strumenti e, in generale un suono più diretto.
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Finalmente esce il tuo disco, a cui lavori da molto, il tuo primo disco. Come vivi questo momento?


