| LINCOMPRESO E LE SUE CANZONI DI NON AMORE | ||||
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Voce nuova e in qualche misura fuori dal coro, lontana dalla nuova moda del cantautorato italiano, Lincompreso ha un suo suono, una sua poetica e, cosa non da poco di questi tempi, il suo perché.
Lincompreso e Voglio essere come te. Il nome d'arte e titolo dell'esordio basterebbero a raccontare un universo. Ci spieghi il perché di due scelte dal messaggio così radicali?Si parte dal dato di fatto, col quale mi misuro quotidianamente, lungi dall'indugiare in atteggiamenti vittimistici, di rimaner puntualmente solo a perorare cause che partono col battesimo del consenso unanime, che poi mi gioco per strappi e prove di forza successivi. Mi piace esimermi, comunque, dalle mie evidenti responsabilità in tal senso, raccontandomi la balla che sono un incubatore di progetti che non va oltre la fase di start up. Quindi ho trovato utile far di testa mia, con evidenti limiti che giustifico invocando l'incomprensione.
La titletrack è l'unica canzoncina della lista che non tratta direttamente di problemi relazionali al femminile. Racconto di un uomo subdolamente succube di una conventicola di donne feroci. Un doppiogiochista che per sopravvivere impara a fingersi amico, in maniera molto convincente, per carpire nozioni, opinioni e favori che gli si ritorceranno contro. Io non riesco ad essere come lui e me ne "dolgo" perché per avere cotanta faccia di culo, ci vuole mestiere, da cui "Voglio essere come te!".
Smaltito il livore che ne fu scaturigine, presi a riflettere su ulteriori declinazioni che tale affermazione, poteva assumere nel dar titolo all'album, nell'ottica conseguenzialmente ovvia di professarmi incompreso auspicando l'immedesimazione altrui. Una bieca operazione di Marketing.
Ulteriore evoluzione nel gioco dei significati potrebbe derivare dalla madonna in copertina: Voglio essere come te, Donna.
Una rappresentazione al femminile storicamente inattaccabile, l'unica qualora fosse mai esistita, che avrebbe potuto sopportarmi. Rimango comunque agnostico.
È piacevole sentire un cantautore che non guarda agli anni sessanta per trovare un sound affascinante. Come hai lavorato al suono di questo disco?
Sono nato musicalmente in gruppo, negli anni '90 con Le Valvole (Disasters by Choice 1998) con ascolti e propensioni ai suoni grossi e saturi, in periodo di piena inflazione delle armonizzazioni vocali.
Sono cresciuto compositivamente con gli Enfantronique (Suite inc. 2003) nello stilema del French Touch mutuandone le strutture compositive complesse e l'affezione per i riferimenti Kraut e psichedelici degli anni settanta.
Con lincompreso sono approdato alla sintesi sensata che mantenesse coerenza con la mia storia, rispondendo ad un esigenza espressiva che in forma protocantautorale aveva già fatto capolino in tempi non sospetti, quando diciottenne scrissi per un breve periodo parecchie canzoncine intensamente banali e supponenti.
Questo slancio sincero non ebbe seguito per vent'anni.
Ritornato maturo al mio strumento, fresco di nuovi ascolti e motivato a smaltire disillusioni sincere non necessariamente alla moda, presi a comporre e registrare in stanzetta, coinvolgendo i vecchi compagni di viaggio.
Volevo la chitarra classica protagonista, e nel reimparare a suonarla, approfittai delle armonizzazioni vocali a me tanto care, per rinforzare le carenze della voce. Volevo al basso la dolce potenza del "motore" de' Le Valvole, la produzione artistica degli Enfantronique e la freschezza di un batterista giovane che portasse rispetto e complemento alla nostra storia artistica. In studio ha prevalso la fusione armonica di queste istanze. Una sorta di viaggio con bagaglio a mano, proiettati nell'unico futuro plausibile .
Ecco il sound del disco, mentre fuori imperversava il grande ritorno della canzone italiana d'autore.
Canzoni di non amore, un altro slogan intrigante. Intendi la negazione dell'amore, la sua assenza...cosa?Nella migliore tradizione cantautorale italiana, quando ci si rivolge ad una donna, lo si fa con alta incidenza statistica, per amore.
Rimarrebbe fuori però, una rosa di sentimenti contrastanti che caratterizzano comunque i rapporti - problematici quando lo sono - di chiunque con l'altro sesso, a qualsiasi livello di relazione possibile.
Madri, sorelle, Nonne, capoufficio, ex donne del cuore, nell'economia di un'esistenza contribuiscono a forgiare la tua rappresentazione di donna, alla quale erroneamente ti rapporti trattandolo come corpus unico.
Ho scritto 12 canzoncine di non amore perché contingentemente successive al concetto stesso di amore, di qualsiasi tipo esso sia: relazionale, filiale, intellettuale, approfittando per fare il punto nell'ammissione e spartizione delle responsabilità, onde non dovermi/lo ripetere.
Quanto delle tue precedenti esperienze fa parte di questo nuovo progetto?
Ho fatto tesoro delle esperienze passate nella misura in cui:
ho mantenuto la necessità fisica di duettare chitarristicamente col basso de' Le Valvole al fine di dare la mia interpretazione migliore.
Ho sovrainciso e controcantato le mie parti come ho imparato a fare in entrambi i gruppi per dare importanza alla mia voce.
Ho aperto gli arrangiamenti in fase di registrazione scegliendo il socio Enfantronique a supervisione di tutto ciò.
Ho riscoperto in loro l'esigenza matura quanto inedita, di portare il lavoro a conclusione per riprendere adulti, dal punto che avevamo lasciato in sospeso.
Sembri quasi la risposta disillusa a Dente senza rinunciare a una certa ironia a un immaginario surreale. Cosa ne pensi?
Questa è un'opinione curiosa che ormai sostengono in parecchi, della quale ad oggi, non riesco a farmene ragione. Collaborando con Sporco Impossibile, Prodezze Fuori Area e Soluzioni Semplici ho gravitato spesso negli ultimi anni in prossimità fisica di Dente senza mai entrarci in confidenza. Mi spiego meglio, amici con i quali ho lavorato a lungo, lo frequentano e sanno tutto di lui. Io niente di lui e lui di me. Talvolta abbiamo mangiato insieme, fatto video, ripreso audio di concerti, ed io sono sempre rimasto serenamente in disparte, apprezzandone comunque acume ed ironia. Se dovessi fare un paragone letterario lui è un grande poeta io un mediocre saggista. Lui un novello Carver, scarno nel racconto dei sentimenti per apposizione successiva d'immagini, la dove si posa il suo sguardo poetico dal sorriso sardonico.
Io sono invece un finto saggio, che psicologizza su tutto dalle colonne di una rubrica rosa come quella della Aspesi.
Poi, lui rappresenta una generazione che in effetti nasce disillusa, la mia lo diventa dopo aver creduto per l'ultima volta in quasi tutto quello che rimaneva. Ho scritto la canzone Vuoi toglierti questo dente? prendendo spunto dal "benservito"ricevuto su FB, attraverso la pubblicazione del suo video di "Buon Appetito", da una persona che apprezzava tanto artisticamente Dente e molto meno me, con la quale avevo una relazione. Adesso quindi, mi sembra paradossale, che in tanti trovino oscure assonanze proprio con lui.
Rimane il fatto che l'antitetico paragone, naturalmente mi lusinga...devo però capitolare al confronto sul numero di visualizzazioni dei miei video e dei miei Social.
È coraggioso di questi tempi dichiararsi felicemente normodotati...
Grazie per l'attestato, ma mi ci hanno costretto.
A dispetto della dichiarazione stentoreamente superflua e irrilevante del titolo, l'antefatto che porta allo svolgimento del testo è di discreta violenza. La canzone stessa ha avuto una gestazione lunga. Intanto è una risposta ficcante, nel mio stile canzonatorio, ad una vessazione inutile, ingiusta,e intellettualmente disonesta, che ho dovuto subire, non senza conseguenze, ad opera di una belva feroce femmina, alla presenza del branco. Tale risposta è andata a segno perchè tanta disobbedienza (io le mie canzoncine le mando sempre, con dedica in chiaro) è stata ferocemente punita il giorno dopo. Scritto il testo definitivo di getto tra una visita all'ospedale e l'altra, rimasi a lungo poco convinto dalla musica e siccome la vendetta è un "surgelato" mi sono preso tutto il tempo che serviva per fare un pezzo che non mi lasciava dubbi.
Temevo che dichiarami in tal senso, avrebbe potuto risultare ridicolo. Nel presentare il brano dal vivo puntualmente mi ricredo.
Osvaldo Piliego
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Lincompreso e Voglio essere come te. Il nome d'arte e titolo dell'esordio basterebbero a raccontare un universo. Ci spieghi il perché di due scelte dal messaggio così radicali?
Canzoni di non amore, un altro slogan intrigante. Intendi la negazione dell'amore, la sua assenza...cosa?


