MARIA ANTONIETTA, BELLA E DANNATA
Scritto da Pierpaolo Lala    Giovedì 19 Gennaio 2012 13:14    PDF Stampa E-mail
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Arrivata come un piccolo fulmine a ciel sereno, annunciata come la nuova cattiva ragazza del rock italiano. È Maria Antonietta, bella e dannata. Il suo cd omonimo (pubblicato da Picicca Dischi) è un esordio sincero che sicuramente farà storcere il naso a qualche indie-snob e che piacerà a molti altri. Quello che ci piace è la freschezza di una ragazza che ha tanta vita da cantare.

altIl disco è di una sincerità disarmante, metti a nudo la tua difficoltà di stare in piedi mentre tutto intorno si sgretola, è come una raccolta di polaroid della tua vita o del mondo che ti circonda. Come ti approcci alla scrittura?

La scrittura è qualcosa di catartico per me. Avevo la necessità di scrivere questo disco, queste canzoni. Non mi sarei mai potuta liberare di tutto il dolore,la delusione e lo squallore che avevo vissuto negli ultimi mesi della mia vita. Adesso sono molto felice e serena, molto innamorata. Non è stato facile uscire da quel periodo, ma se ce l’ho fatta è anche grazie alle canzoni, grazie al fatto che sono riuscita a condividere anche le sensazioni peggiori che avevo provato, a metterle lì davanti ai vostri occhi. E’ una bella sfida, anche perché la maggior parte delle persone giudica soltanto, senza comprendere che la verità non si giudica, si ascolta. Magari fa un po’ male, disturba. Ma questo disco è stato scritto senza pretese di nessun tipo, né intellettuali ne universalistiche. Racconto delle cose. Punto. Delle cose vere. Punto. Delle cose della mia vita. Magari avrei dovuto essere meno onesta, non lo so. Ma in una serie di facce, di situazioni, di sensazioni di una vita non ci vedo niente di male, soprattutto niente di così potenzialmente traumatizzante.

Musicalmente hai una fortissima matrice rock e punk ma sai adagiarti anche in atmosfere più acustiche. C’è sempre però una tensione, come se i confini del pentagramma di andassero stretti. Che musica volevi entrasse in questo disco?

La mia radice più profonda è il punk che si manifesta molto nel live secondo me, molto più che su disco.

Alcuni ti accostano a nomi come Nada, Courtney Love, ma non mi sembra riescano a definire il tuo mondo musicale. Con che musica sei cresciuta?

Con le Hole, le Bikini Kill, Sleather Kinney, Pj Harvey, gli Smiths e con molto punk. Questa è stata la musica della mia adolescenza.

Il tuo disco segna un po’ una frattura con quello che suona in giro in Italia in questo periodo. Come vedi la musica che ti circonda? Cosa ti piace? Cosa non sopporti?

Intorno a me ci sono cose belle, gruppi come Chewingum, Versailles e Dadamatto. Progetti che apprezzo molto. Mi piace quando vedo verità e purezza. Non sopporto soltanto la cattiveria e l’invidia, e di questa purtroppo ce n’è in quantità.

Osvaldo Piliego

 

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