YES DADDY YES: ROCK "SENZA RELIGIONE"
Scritto da osvaldo piliego    Martedì 21 Febbraio 2012 10:12    PDF Stampa E-mail
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Yes daddy yes è il nome di un brano jazz citato spesso nei Sotterranei di Kerouac ma è anche il nome della nuova band licenziata da Urtovox, una bomba a orologeria pronta a esplodervi nelle orecchie. Senza religione è un disco che sa di Seattle ma che grazie al sapiente utilizzo di Italiano e melodia piacerà a tanti.

yesProvenienza, produttore( Enzo Moretto di A Toys Orchestra) e casa discografica (Urtovox), sono un tris non da poco, quasi una garanzia. "Senza religione" è un disco che ha le spalle coperte e che una volta messo nel lettore caccia anche le palle. Come ha lavorato questa bella squadra?

Credo che l'armonia abbia fatta da collage durante tutto il lavoro. Il forte legame di amicizia che  lega "la squadra" è stato un buon motivo per procedere verso una direzione ben precisa, così come la scelta stessa di registrare al LOZ studio di Bologna ne ha facilitato il lavoro. Enzo in realtà ha ascoltato le tracce prima di entrare in studio, definendone prima suoni ed armonie, e una volta in studio il resto del lavoro di "taglia e cuci" senza nulla togliere al nostro lavoro iniziale si capisce. La Urtovox invece ha svolto tutto il lavoro che c'è intorno, che a quanto pare è quello più impegnativo e stressante. Una vera squadra insomma.

L'indie, una volta che si sceglie di cantarlo in Italiano, sembra avere subito dei riferimenti a portata di mano (Csi, Marlene Kuntz, Afterhours, Zen Circus). Cosa pensi di questa tendenza a far rientrare tutto in una "famiglia"? Voi come vi siete approcciati a questa "nuova" scrittura?

Far parte di una specifica "famiglia sonora" non può far altro che piacere, visto che i gruppi da te menzionati hanno dato e continuano a dare un importante visibilità alla scena stessa. Credo comunque che il produrre come l'ascoltare musica non abbia effettivamente una precisa collocazione. Sicuramente l'esprimersi con la propria lingua comporta inevitabili paragoni. Per l'approccio credo sia stato molto naturale, una sorta di piacevole e simpatica sfida. Anche se, nella lingua italiana rispetto quella inglese incastrare tematiche linguisticamente complesse ad una forma melodica più orecchiabile non sempre risulta essere molto semplice (ovviamente è un mio parere).Come giustificazione però potrei allegare il fatto che è il nostro primo disco, quindi c'è un sacco di tempo per crescere e migliorare.

Quali sono i temi di "Senza religione"?

Il disco non ha un vero proprio filo conduttore.ci si può scontrare con momenti di totale serenità a momenti di introspettiva e rassegnata riflessione, anche se sottolineo che per una scelta più melodica spesso si è costretti ad omettere contenuti per dar spazio a termini meno rappresentativi. L'analisi del nome del disco, che  è  anche uno dei brani, "Senza Religione", è il classico augurio di poter scegliere la propria vita senza preconcetti già confezionati come lo è quello della religione.

Ascoltando le tracce si sente oltre alla vostra natura rock and roll, anche una certa propensione per atmosfere più vintage e beat. Con quali ascolti siete cresciuti?

Oramai grazie al discutibile uso di internet, avere la possibilità di ascoltare ogni proprio capriccio è facilmente risolvibile, quindi, povere future generazioni che non avranno guide ben istruite come le abbiamo avute noi. Il nostro bagaglio musicale d'altronde credo sia molto vario. Tra di noi c'è chi va pazzo per Celentano e c'è chi non si perde un live di Skrillex, giusto per intenderci. Personalmente (Paolo)ho attraversato la mia gioventù immergendomi letteralmente nel sound di Seattle, arrivando come adesso a non poter trascorrere la giornata senza un po' di Lou Reed o Bob Dylan, una sorta di processo inverso.

Come vedete il momento musicale che stiamo attraversando? Sembra ci sia una nuova attenzione verso una certa canzone...

Partendo dal presupposto che solo ora ci affacciamo in un più serio e completo panorama musicale ,quindi non abbiamo ancora l'esperienza per valutarlo, e visto che per noi essere in piacevole relazione con tutto ciò che appartiene alla musica è sempre gioia, azzardiamo a credere che questo specifico momento musicale sia una vera e propria miscela di ottime sensazioni .avendo anche noi come impressione che la direzione comune sia verso una certa canzone in vista anche della pochezza dell'attuale mainstream. Il futuro sembra volersi presentare più che ottimista, crisi economica permettendo.

 

 

 

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