VINA'S RECORD'S
Scritto da Antonietta Rosato    Giovedì 14 Ottobre 2010 15:50    PDF Stampa E-mail
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Il viaggio continua. Questa volta arriviamo a Biella e incontriamo i ragazzi di Vina’s records. Studio di registrazione, etichetta discografica, agenzia di booking e ufficio stampa. Quando si dice: chi fa da sé fa per quattro. Abbiamo parlato con Davide Diomede.

Quando e come nasce Vina records?
Vina records è nata nel 2007, da poco pochissimo. In quel periodo, io e Francesco eravamo impegnati in ambiti musicali differenti, ciascuno lungo il proprio percorso, ma entrambi convinti che fosse arrivato il momento di creare qualcosa di diverso, supportati dal fatto di avere intorno le persone e l’energia giuste per farlo.
L’idea di una nostra etichetta ci ronzava in testa già da qualche anno, dai tempi in cui studiavamo da fonici a Milano; e di colpo ci siamo decisi.
A Torino avevamo i locali da convertire in studio di registrazione e uffici, a Milano alcune conoscenze  legali nell’ambito del diritto d’autore e, sparsi in giro per l’Italia, moltissime band e amici pronti a supportarci.

Perché? C’era bisogno di un’altra etichetta discografica?
Domanda difficile. È un pò come quando in una strada dove ci sono già tanti bar ne apre uno nuovo e tutto il paese si stupisce? Forse sì, e forse no.
Credo che per come abbiamo concepito fin dall’inizio il nostro rapporto nei confronti dei musicisti e dell’etichetta stessa, la nostra sia stata più un’esigenza artistica che economica (quest’ultima, allo stato attuale del sistema culturale italiano, è praticamente un miraggio lontano).
Cercavamo un modo per unire insieme la nostra esperienza di musicisti, fonici e appassionati di musica; il fatto che l’aspetto economico non sia preponderante poi, ci ha sempre dato la possibilità di lavorare alle produzioni direttamente dal basso, insieme alle band, da quella posizione in cui la visione è poco contaminata dai budget e tutto è ancora ruvido e passionale.

Che suono ha Vina records, cosa vi piace produrre?
Nella selezione dei gruppi e delle produzioni cerchiamo di seguire istinto e nostro gusto, ovviamente.
Questo ci ha portato (e ci porta continuamente) ad un suono eterogeneo, un crossover all’interno del catalogo stesso.
Di base Io e Francesco proveniamo da una matrice sicuramente garage, nel senso attitudinale del termine.
Ci piacciono le cose suonate in modo diretto, senza troppi fronzoli. Se una take non è convincente dal punto di vista tecnico ma ha cuore e appeal, la teniamo!
Diciamo quindi che ciò che lega insieme tutte le produzioni e le band dell’etichetta è questo spirito, questa attitudine, sia che si tratti di folk cantautoriale oppure di garage beat come nel caso degli Helene’s mates.

Ci parli brevemente delle vostre ultime uscite?
In senso cronologico ci sono stati gli Inner vision per i quali ci siamo immaginati di ritagliare una nicchia amarcord del seattle sound anni novanta rivisitato in chiave attuale. E devo dire che il riscontro degli addetti ai lavori e del pubblico è stato al di sopra di ogni aspettativa. Recensioni e passaggi radiofonici molto incoraggianti e positivi.
Poi è stata la volta dei NAIMA gruppo giovanissimo e talentuoso dell’asse Mestre-Torino che si muove su un suono più riconducibile se vogliamo a Deftones e Tool.
A maggio invece è uscito It’s easy to beat degli Helene’s mates, un frullatone in spirito garage di beat, punk e sixties la cui promozione è partita da poco ma che lascia presagire ottimi risultati.
Attualmente, invece, stiamo lavorando su un progetto post-rock elettronico, i MUI, e sul secondo disco del cantautore italo greco Alessandro Castagneri.

Come vi muovete nella jungle di proposte che affollano il mercato dell’indie?
Come accennato prima, il nostro obbiettivo è quello di creare in primis un rapporto artistico con la band. Di rappresentare all’interno del gruppo l’elemento aggiunto, indispensabile come gli altri membri anche se  poi non suona fisicamente sul palco con loro.
Per questo abbiamo un nostro studio di registrazione dove non esistono orologi, timer (a parte quello del microonde) e costi orari quando si tratta di lavorare su di una nuova produzione.
La nostra esperienza come tecnici del suono poi, ci aiuta a gestire direttamente l’intero processo di registrazione e mix vivendo la lavorazione del disco a stretto contatto con i musicisti e in un certo senso mantenendo sotto controllo (e in casa) i costi stessi.
Da un anno circa abbiamo finalmente trovato un ufficio stampa in grado di rispettare gli accordi economici e commerciali (ti posso assicurare che ne esistono tantissimi che vendono aria fritta) che lavora le nostre uscite attraverso la carta stampata specializzata e le emittenti radiofoniche, organizzando show case, interviste e live promozionali.
Per il 2011 le cose che bollono in pentola sono sicuramente la necessità di allargare la promozione a livello europeo e creare una booking agency in grado di supportare il nostro lavoro e quello dell’ufficio stampa.

Quale futuro immaginate per la vostra creatura?
Per Vina abbiamo in mente un futuro da femme fatale. Il fascino ce l’ha ma sappiamo che non basta. Bisogna aiutarla a crescere giorno per giorno in un mondo, quello musicale, in continuo mutamento e pieno di contraddizioni cercando di non farla cadere nei trabocchetti commerciali e nelle scelte di comodo.
È difficile dire adesso cosa succederà, siamo ancora a testa bassa in mezzo alla mischia, cercando di trovare un rifugio dalla tempesta, per citare il vecchio Bob, e inventariare le ferite subite e i colpi andati a segno.
Antonietta Rosato
 

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