Il chiacchiericcio sulla lolita della musica pop, Lana Del Rey, si fa sempre più fitto. Magazine di lusso e quotidiani italiani sgomitano per far apparire la loro recensione su questo fenomeno mediatico tanto atteso. Uscito in tutto il mondo sia in digitale che nella versione cd, la Del Rey è solamente la risposta americana di Adele e di Amy Winehouse vere icone della cultura e della musica pop inglese di questi ultimi anni, e nulla più. Il pubblico femminile (e omosessuale) assuefatto dai ritmi dance-house di Lady Gaga e dalle proposte mtviane degli ultimi anni, vede questo nuovo prodotto come una sorta di isola esotica dove liberare i propri istinti bon-ton. La ragazza a tratti ci sa fare (l'ottima "Video Game" ne è la prova) e le dodici tracce che compongono il cd sono seducenti, avvolgenti, vicino alle atmosfere di Hope Sandoval (Mazzy Star) degli Shivaree (quelli di "Goodnight Moon") e alle melodie di Twin Peaks di Angelo Badalamenti. "National Anthem", "Blue Jeans" e l'introspettiva "Carmen" sono i momenti migliori, altrove la noia prende il sopravvento, ma la sua è una proposta sicuramente accattivante e avrà un riscontro tra il pubblico orfano di Norah Jones, con le sue pose languide e una tendenza pop-alternative di largo consumo che farà discutere!
Giuseppe Maggioli



