Melodie jazz sparse su un foglio bianco, sono qui rappresentate come l'anello di congiunzione tra i suoni modali afroamericani e gli elementi indiejazz minimali di stampo europeo. Marc Copland al piano e John Abercrombie alla chitarra dialogano ininterrottamente con i loro strumenti spingendo la loro metrica verso temi solari e opacizzati di fervore lirico. Maestri indiscussi del jazz degli ultimi 30anni, Copland-Abercrombie trattano la loro musica con molto rispetto dando vita ad un fascio di brani che prendono spunto dalla musica radicale per poi svilupparla verso una serie di sonorità vaste, passando dalla calma piatta a chiare sezioni di improvvisazione post-jazz in stile Ecm. Nove tracce d'ispirazione afroamericana con Copland che indossa un vestito jarrettiano nelle perfette "Left Behind" e "Seven", mentre il gioco si fa più interessante nella giocosa "If i should lose you" e negli accordi methyniani di "So long". Il duo sa sperimentare e sa rendersi affascinante quando esalta la contaminazione tra generi, rendendo la loro performance un'assoluta prova di maturità da parte di due musicisti sempre in corsa con il destino e pronti a posizionarsi su una riva riscaldata da suoni fluidi e piacevoli. Il cd sottolinea l'ottima tecnica jazz style di John Abercrombie, bravo nel saper legare le sue 'magie' chitarristiche con il pianismo romantico del collega dando ulteriore prova del suo talento. Il lavoro si chiude con una notevole "Witchcraft", nove minuti di puro incanto esistenziale, da assaporare di sera con le luci soffuse stringendo tra le mani un bicchiere di Macallan da sorseggiare e da gustare.
Giuseppe Maggioli




