Irriverente, impietoso, intrigante, interessante. W l'Anarchia! della compagnia Induma Teatro è tutto questo. Liberamente tratto da Anarchia in Baviera di Rainer Werner Fassbinder, lo spettacolo, diretto da Werner Waas, è la storia di una ipotetica rivoluzione anarchica e delle sue conseguenze sulla gente comune.
I sei attori sul palco, provenienti da diverse esperienze e storie teatrali, che qui si incontrano, si miscelano e si fondono perfettamente, mettono in scena paure e incertezze, aspettative e desideri, frustrazioni e delusioni ora degli anarchici rivoluzionari alle prese con qualcosa di più grande di loro, ora di una famiglia borghese messa di fronte alla sua incapacità di rinunciare alle proprie certezze e al proprio bisogno di sottomettersi a una autorità, un po' come le Rane di Aristofane.
Che cosa succederebbe se oggi, qui, scoppiasse una rivoluzione e venisse instaurata una repubblica anarchica socialista? Saremmo in grado noi di rinunciare ai piccoli lussi quotidiani di cui ci circondiamo in nome di un ideale più grande? Saremmo felici di vivere in un mondo dove si pratica l'amore libero e dove uomini e donne, belli e brutti, vecchi e giovani sono tutti uguali e tutti hanno il diritto di essere amati? Come reagiremmo di fronte a tutto a questo? Saremmo capaci di non metterci ordinatamente in fila come dei bravi scolaretti? Riusciremmo a capire che non sono il televisore o l'automobile nuova a fare la differenza nella nostra vita?
E i rivoluzionari? Bè loro sì, loro per forza, loro saprebbero sicuramente che cosa fare, che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Saranno loro a dirci come comportarci, cosa indossare e cosa mangiare. Se non lo faranno loro allora perché avrebbero fatto la rivoluzione?
Lea Barletti, Simone Franco, Anna Lisa Gaudino, Cecilia Maffei, Otto Marco Mercante, Giuseppe Semeraro riempiono la scena con le loro voci e i loro corpi, raggiungendo, tutti, nei diversi momenti dello spettacolo punte di eccellenza.
Lo spettatore si trova ad essere spaesato, divertito, eccitato, sorpreso, angosciato da ciò che man mano avviene sul palco. Il fallimento viene rappresentato come parte integrante della realtà in cui viviamo e in quanto vero tanto più è bello e affascinante nella delicatezza con cui ci viene mostrato.
Da segnalare la sonorizzazione dal vivo di Tobia Lamare che contribuisce con la sua chitarra a rendere lo spettacolo ancora più divertente ed emozionante. Infine, gli elementi scenici che nella loro semplice immediatezza diventano in qualche modo parte integrante del racconto, come il divano o lo specchio, e non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa.
I sei attori sul palco, provenienti da diverse esperienze e storie teatrali, che qui si incontrano, si miscelano e si fondono perfettamente, mettono in scena paure e incertezze, aspettative e desideri, frustrazioni e delusioni ora degli anarchici rivoluzionari alle prese con qualcosa di più grande di loro, ora di una famiglia borghese messa di fronte alla sua incapacità di rinunciare alle proprie certezze e al proprio bisogno di sottomettersi a una autorità, un po' come le Rane di Aristofane.
Che cosa succederebbe se oggi, qui, scoppiasse una rivoluzione e venisse instaurata una repubblica anarchica socialista? Saremmo in grado noi di rinunciare ai piccoli lussi quotidiani di cui ci circondiamo in nome di un ideale più grande? Saremmo felici di vivere in un mondo dove si pratica l'amore libero e dove uomini e donne, belli e brutti, vecchi e giovani sono tutti uguali e tutti hanno il diritto di essere amati? Come reagiremmo di fronte a tutto a questo? Saremmo capaci di non metterci ordinatamente in fila come dei bravi scolaretti? Riusciremmo a capire che non sono il televisore o l'automobile nuova a fare la differenza nella nostra vita?
E i rivoluzionari? Bè loro sì, loro per forza, loro saprebbero sicuramente che cosa fare, che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Saranno loro a dirci come comportarci, cosa indossare e cosa mangiare. Se non lo faranno loro allora perché avrebbero fatto la rivoluzione?
Lea Barletti, Simone Franco, Anna Lisa Gaudino, Cecilia Maffei, Otto Marco Mercante, Giuseppe Semeraro riempiono la scena con le loro voci e i loro corpi, raggiungendo, tutti, nei diversi momenti dello spettacolo punte di eccellenza.
Lo spettatore si trova ad essere spaesato, divertito, eccitato, sorpreso, angosciato da ciò che man mano avviene sul palco. Il fallimento viene rappresentato come parte integrante della realtà in cui viviamo e in quanto vero tanto più è bello e affascinante nella delicatezza con cui ci viene mostrato.
Da segnalare la sonorizzazione dal vivo di Tobia Lamare che contribuisce con la sua chitarra a rendere lo spettacolo ancora più divertente ed emozionante. Infine, gli elementi scenici che nella loro semplice immediatezza diventano in qualche modo parte integrante del racconto, come il divano o lo specchio, e non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa.
Dario Goffredo



