Il 17 giugno a Milano piove. Ok, magari è solo nuvoloso ma ogni tanto c’è quella pioggerellina bastarda che sporca gli occhiali e inumidisce le ossa. In tutti i modi, intorno all’arena civica è pieno di gente che vende k-way e ombrelli (che l’arena civica è all’interno di parco Sempione e quando l’ho scoperto ho pensato alla canzone degli elio e mi son fatto due risate da solo).
Il problema è che il 17 giugno all’arena civica di Milano ci sono i Radiohead. E’ la prima delle due date italiane, sold out da dicembre.
Ma piove.
E visto che nel settore prato dell’arena civica il prato c’è per davvero, per terra trovo tre dita di fango dove le mie allstars annegano.
Senza contare il tappeto di ombrelli che copre la vista sul palco.
Il secondo problema è che il 17 giugno in Svizzera c’è la nazionale che si gioca il passaggio del turno europeo contro la Francia. E vabbè, ci accontentiamo degli aggiornamenti via sms sul risultato della partita.
Mentre pioviggina però succede una cosa strana. Si spengono le luci, cade l’ultima goccia di pioggia, gli ombrelli si chiudono quasi in contemporanea e parte la base che in pochi secondi si trasforma in 15 step, prima traccia dell’ultimo “In Rainbows”.
Di lì in poi è solo ipnosi.
Sul palco ci sono dei tubi di plastica che scendono dal cielo sulle teste di thom & co. e alle loro spalle un largo maxischemo.
I giochi di luce sono da lasciare a bocca aperta.
Sul palco tra gli strumenti sono montate delle piccole telecamere fisse (come nel live/documentario Scotch Mist o nel video di Jigsaw Fallino Into Place).
La regia è perfetta, l’audio è pulito, la band è generosa e il pubblico risponde.
In scaletta c’è “In Rainbows” intero più altri pezzi dai dischi precendeti, come Karma Police Lucky, The bends, The gloaming.
Alle 22.40 i Radiohead sono usciti dal palco per la seconda volta ma sappiamo tutti che rientreranno per gli ultimi pezzi del bis. Invece rientra solo Ed O’Brien, chitarra e cori. Si avvicina al microfono e fa: there’s anybody wanna know football score?…First score: Holland two – Romania zero…Second score: France nil – Italia due!
Il popolo dell’arena civica dimostra di essere italiano e lancia un boato.
Pochi istanti e inizia il bis.
L’ultimo pezzo è Idioteque.
La gente potrebbe ancora reggere un altro concerto intero ma gli amplificatori si spengono.
Mentre il flusso di persone scorre lento verso l’uscita mi guardo intorno e vedo fango e ombrelli e kway e sorrisi appagati.
Nell’arcobaleno dell’arena civica c’erano i Radiohead.
In quell’arcobaleno c’era anche un bel po’ di azzurro nazionale.
E non piove più.



