Da mesi i media non fanno altro che torturarci con la profezia della fine del mondo, prevista il 21 dicembre 2012. In questa data, infatti, secondo l’antico, e male interpretato, calendario Maya e secondo le previsioni di alcuni presunti “esperti in materia”, l’amato mondo giungerà al suo termine a causa di probabili collisioni con meteoriti, di un allineamento della Terra con il Sole e l’Universo (che avviene ogni anno) e di un’ipotetica inversione delle quattro stagioni. Insomma, come dire, saremo spacciati! Ovviamente il cinema non è rimasto impassibile al fascino di tali teorie e il padre dei disaster movies per eccellenza, Roland Emmerich, ci ha voluto mostrare ciò che ci potrebbe accadere fra circa tre anni. Uno scenario a dir poco apocalittico, quello che prospetta il regista, in cui solo pochissimi “eletti”, soprattutto i più ricchi e i più potenti, avranno la possibilità di salvarsi mediante una costruzione gigantesca, che richiama la biblica memoria dell’arca di Noé, con tanto di animali e di diluvio universale. Al di là di una produzione costosissima e dell’uso largamente profuso di pannelli blue screen, l’opera di Emmerich, che abbiamo avuto modo di conoscere bene con pellicole del calibro di Independence Day e The Day after Tomorrow, risulta banale e, a tratti, ridicola e paradossale, se si pensa, ad esempio, che in una sequenza vediamo i figli del protagonista, interpretato da John Cusack, in shorts sull’Everest o che l’intera umanità, rappresentata dai “fortunati” superstiti presenti nell’arca, riesca a salvarsi grazie all’eroico gesto del papà e del suo bravo bambino, che sigillano un portellone, immersi tanto tempo sott’acqua. Inoltre, il regista tedesco non si risparmia nell’ironizzare sulla scelta del Primo Ministro italiano che, invece di salvarsi, decide di rimanere in Vaticano e di affidarsi, insieme al pontefice, ai cardinali e al devotissimo popolo di fedeli accorsi da ogni parte, alla preghiera anche se, secondo quanto dimostra il film, risulterebbe tutto vano. Chi ama il divertimento e gli effetti speciali, dunque, non rimarrà certamente deluso dalle catastrofiche tre ore di 2012 e in futuro, speriamo non si verifichi mai, potrà dire a noi scettici che dopotutto eravamo stati avvisati.
Daniela Miticocchio



