Per poter raccontare il veleno e l’ironia dei nostri giorni è necessario viverli fino in fondo, farsi travolgere, perdersi per poi ritrovarsi nella quotidianità. Dopo il grande successo di Six Pack, il suo primo romanzo, storia ruvida a base di precariato, disincanto e giornate tutte uguali messe in fila una dietro l’altra, torna Gianni Miraglia, originario di Genova ma di stanza Milano, con un romanzo che guarda al futuro prossimo con cinico disincanto.
Una Milano fotografata nella nebbia fitta del precariato, dei licenziamenti, delle sicurezze che si sgretolano e delle vite che mutano radicalmente dal giorno alla notte. Mancano trenta giorni all’expo, Berlusconi è un ricordo costante nella mente della gente che, con rabbia e nostalgia, vuole credere ancora in uno standard di vita tanto blasonato ed attraente quanto impossibile a realizzarsi. Un sogno diventato menzogna.
Si vive una sola volta e Andrea, neo disoccupato di quarantasette anni, un tempo impiegato nelle file della capitale della creatività che paga, vaga allo sbando tra inutili colloqui di lavoro e il ricordo di una moglie che, come tutto il resto, lo ha lasciato da solo ad affrontare il nulla che avanza.
Cadendo nel vuoto della mancanza di certezze si aggrappa alla presenza di Pietro Koch, un tempo fattorino dell’azienda da cui entrambi sono stati cacciati, adesso sedicente leader dei diseredati di Abbiategrasso. Il limbo della precarietà ti consuma e ti distacca dalle abitudini della “vita precedente”. Andrea inizia un lungo peregrinaggio, spesso e volentieri notturno, che lo spinge in territori dimenticati battuti da barboni, poliziotti inerti e violenza dettata dalla noia. Nel suo percorso incontra le nuove figure carismatiche della sua vita, una su tutti “l’uomo del trolley”, un ex manager di successo al momento impegnato in transazioni e scambi a dir poco illeciti. Mentre l’expo si avvicina a lunghi passi il nostro protagonista, sempre meno ancorato ai suoi primi quarantesette anni di vita, inizia a maturare una visione lucida del delirio che sta vivendo, accorgendosi che Pietro Koch e la sua banda stanno elaborando un piano per colpire Milano al cuore e stenderla definitivamente, il tutto per vendicare chi nella vita si ritrova sconfitto senza una buona motivazione per esserlo.
Ancora una volta una storia ruvida e incredibilmente vera. Il ritratto di una società in cui, come in una lunga ed impegnativa partita a scacchi, basterà una singola mossa per decidere il destino della gara. Alle volte la volontà da sola non basta, specie se i diritti scivolano veloci sotto i piedi come neve ghiacciata. Il disimpegno e la disobbedienza possono segnare un cammino, o almeno un’alternativa, per non naufragare irrimediabilmente a picco nel mare dei desideri.
Ennio Ciotta



